Guarigione da Artrite Reumatoide

STORIA DELLA MIA GUARIGIONE

imageMi sbagliavo. E di molto.

Quando mi diplomai come naturopata ed ebbi finito anche l’ultimo dei tre corsi di perfezionamento, mi aspettavo di avere tutte le verità in pugno.

Ero consapevole di aver compiuto una crescita personale straordinaria, ero consapevole di aver acquisito eccellenti strumenti per aiutare gli altri, ero consapevole che non ero più la stessa persona di quattro anni prima..

Ma quello che non sapevo era che la vera consapevolezza per me, era ancora lontana e l’avrei conquistata solo attraverso la dolorosa malattia che mi attendeva, per accompagnarmi con grande sofferenza, verso un nuovo risveglio.

Non senza aver prima scardinato tutte le mie certezze.

La verità era che ero ancora immersa nel buio, e quando iniziai ad intravvedere un barlume di luce, ne rimasi accecata.

Decisi di aprire lo studio di naturopatia per due ragioni: la prima, per far conoscere alla gente le meravigliose tecniche di salute e benessere che avevo imparato; la seconda per aiutare le persone a prendere in mano le redini della propria guarigione.

Ma quelle redini avrei  prima dovuto afferrarle io. E saldamente. Se non volevo perdere la mia salute per sempre.

Accadde nel mese di marzo, dopo una brutta influenza con febbre a 39 per più giorni. Nel giro di pochi giorni non riuscivo quasi più a muovermi per i dolori lancinanti alle articolazioni. In paricolare al collo, alle spalle, ai gomiti, ai polsi, a tutte le dita delle mani, e, soprattutto, ai piedi.

Ecco fatto, io che volevo “salvare il mondo” con tutte le mie eccezionali tecniche imparate con grande passione e sacrifici, mi ritrovavo con una diagnosi di artrite reumatoide acuta!

Avevo fallito. Ero ferita nell’anima oltre che nel corpo. Sconvolta e confusa. Oltre che impaurita dalla malattia e terrorizzata dallo spettro dell’invalidità.

Avevo creduto che con il mio bagaglio di nuove conoscenze avrei vissuto in salute e armonia e invece mi sentivo una vittima.

Come era possibile che fosse successo proprio a me? Avevo studiato la psicosomatica delle malattie, mi era facile vederla nelle persone che si rivolgevano a me, ma non vedevo l’inquadratura della mia.

Eppure ero giovane e mi sentivo piena di salute fino a poco prima.

In un attimo tutte le mie certezze sul futuro vennero spazzate via.

Continuai con il mio lavoro, ma anche solo applicare la cromopuntura sulle persone era un supplizio per le mie dita gonfie e doloranti. In più non mi sentivo più a mio agio, avrei voluto io avere consigli di benessere e guarigione da una persona ammalata? Certamente no!

Nonostante molte persone mi fossero riconoscenti per il miglioramento dei loro disturbi, io avevo molti dubbi!

Conosco molti metodi per migliorare la salute. Li applicai tutti con risultati anche positivi, ma niente sembrava darmi un beneficio duraturo.

La stanchezza era peggiore del dolore. Dopo aver preparato la cena dovevo riposare per un’ora prima di trovare la forza per mangiare. Le ore di sonno non mi bastavano mai.

Resistetti un anno intero provando tutte le terapie complementari come agopuntura, omeopatia, ayurveda, digiunoterapia, e varie tecniche energetiche. Alcune mi davano sollievo momentaneo, altre neppure quello.

Sapendo che “le parole hanno un peso“, stavo sempre bene attenta a non lamentarmi mai con nessuno, a sorridere ad ogni occasione, e a rispondere sempre: bene! se qualcuno mi chiedeva come stavo. Ma la mente lavorava e tra me e me mi lamentavo, eccome!

Finchè provai per quattro mesi le cure del reumatologo luminare:  immunosopressori, cortisone e antibiotici in dosi massicce. Non mi è chiaro perchè lo feci, forse per dimostrare ai miei genitori e agli amici più stretti, che avevano torto marcio nello spingermi in quella direzione, o forse perchè ero talmente disperata da fingere di credere che avrebbe funzionato.

Mentre non sentivo più dolore e il cortisone mi dava una carica fittizia, le mie dita si storcevano a vista d’occhio. Quando entri nel meccanismo di farmaci e analisi non è facile uscirne, MA LO FECI.

E fu allora che presi letteralmente la vita nelle mie mani, abbandonando i veleni della “cura”, facendomi aiutare da un bravo medico “alternativo”, sostenuta dalle mie tecniche di naturopatia e tuffandomi nell’apprendimento di tutti i metodi di guarigione di cui venivo a conoscenza.

Fu l’inizio del viaggio. Con un’età cellulare di 67 anni, quando non ne avevo ancora 40, mi misi in cammino. Mi ci vollero due anni per capire con il cuore quello che la mente non riusciva a fare: accettare la malattia.

Da lì ho percepito la mia strada in discesa.

Divoravo libri di auto guarigione, ricordo che i primi furono quelli di Louise Hay e Wayne W. Dyler. Venni a conoscenza di una miriade di metodi per guarire.

Approfondii la Nuova Medicina del dott. Hamer, frequentai corsi del metodo Silva, del sistema corpo-specchio di Martin Brofman, di risveglio interiore, EFT, Theta healing ecc. ecc. nonchè di costellazioni famigliari in più riprese.

Nel frattempo eliminai, da un dentista biologico, tutte le amalgame dentali al mercurio, e ne avevo parecchie.

In parallelo agivo e sperimentavo sull’alimentazione.

La dieta dell’indice glicemico (catastrofica), il metodo Kousmine, la medicina ortomolecolare della vitamina C (abbandonata dopo una settimana), la macrobiotica, il digiuno terapeutico, l’aloe arborescens, il sorbato di potassio, il Kefir, il magnesio e quant’altro, e, orrore, perfino l’iperproteica.

Dopo un anno la mia età cellulare era scesa a 55 anni, ricordo che, scherzando, dissi al medico: arriviamo a 30?

Poco dopo anche le prescrizioni omeopatiche mi andavano strette e volli fare completamente da sola, mettendo in pratica tutte le mie conoscenze. Dal medico non tornai più ma mi tenni stretta una sua bellissima raccomandazione:  ” Faccia le cose che le danno gioia”.

Alla fine, dopo The Secret e Joe Vitale (che ringrazio per l’ispirazione), approdai all’Ho’oponopono, al “Potere di Adesso” di Eckart Tolle, ai libri di Salvatore Brizzi e tanti altri.

Fu un viaggio spirituale verso me stessa, che senza la malattia non avrei mai compiuto.

 Un risveglio nell’accettazione del momento, del vivere con pienezza il presente istante dopo istante.

L’alimentazione continuava ad essere la mia passione, non smettevo di informarmi e al tempo stesso osservare sempre di più il collegamento: cibo inserito = sintomi percepiti.

Da sempre ho avuto una grande sensibilità verso gli animali, e negli anni ho eliminato via via una tipologia alla volta, da ultimi ho eliminato anche pollame e pesce.

Credevo ancora che la carne avesse un qualche beneficio positivo sul nostro organismo. Assurdo.

Finché dopo qualche anno da vegetariana, conobbi il blog del grande Valdo Vaccaro e approffondii l’igienismo naturale.

Fu la vera svolta.

Abbandonai anche latticini, uova, tofu, seitan, e tanto altro, e inserii tantissima frutta e verdure fresche. Stavo volando verso la guarigione!

Era iniziato il Vegan Crudismo Felice! E da lì il benessere fu davvero nelle mie mani.

L’artrite reumatoide stava diventando un ricordo, iniziai anche corsi di ballo, e dopo un paio di anni potevo ballare per ore con sandali tacco 12.

Questa fu la mia vittoria.

La  vita senza dolore, è la mia ricompensa.

imageGuarigione da Artrite Reumatoide

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Grazie per essere rimasto fino alla fine.

Sandra Soncin Naturopata

10 pensieri su “Guarigione da Artrite Reumatoide

  1. Evelina

    Esperienza commovente ricorda un po la mia esperienza con l’artrite reumatoide.Nn sono ancora riuscita a mangiare solo crudo. Ma ci sto provando leggo tanto e speriamo bene. Questa testimonianza e’. Importante

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    1. Sandra Autore articolo

      Grazie per il tuo commento Evelina. Neanche io mangio solo crudo, anche se devo ammettere che d’estate è molto facile e piacevole riuscirci. La cosa più importante è eliminare i cibi più dannosi, ma penso che questo tu già lo sappia. Inoltre è essenziale coltivare la gioia e i pensieri positivi. Continua a seguirmi, un caro saluto.

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  2. Claudio

    Ciao piacere Claudio grazie x avere pubblicato la tua esperienza mi ha incoraggiato essendo affetto da diabete mellito 2 mi sono informato e il vegan crudo è positivo .un cordiale saluto

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  3. Miriam

    Gentile Sandra,
    ho riflettuto molto prima di scriverLe questo commento perché temevo (e temo) di essere inopportuna e fuori luogo. Ho deciso di farlo ugualmente perché credo fermamente nella libertà di pensiero e di espressione, ma soprattutto credo nel confronto verbale: è un modo per crescere e maturare, qualunque età si abbia. Mi sono imbattuta per caso nella Sua testimonianza, ho letto dapprima il titolo “Storia della mia guarigione” e questo mi ha spinto a proseguire nella lettura. Devo essere sincera con Lei: io non ho alcuna fiducia nel vegancrudismo, né nei suoi sostenitori. Sono sempre stata scettica e restìa (per usare termini blandi), ma anche basita e terrorizzata, nel rendermi conto di ciò di cui si nutrono i vegani\crudisti. So già di essere ignorante in materia, ma la mia repulsione verso un regime alimentare che elimina totalmente cibi animali e\o cotti mi fa paura. Ho la convinzione (corroborata dalle teorie anti vegan) che eliminando completamente carne, pesce, uova, latte, formaggi, nonché la cottura, a lungo andare ci si ammali.
    Ho 28 anni e da 10 soffro di connettivite indifferenziata, tenuta sotto controllo dall’assunzione di Salazopirina (i primi due anni dalla scoperta della patologia) e di Deltacortene. Le ometto la sofferenza morale che ho provato e che, in parte, provo tuttora; quanto a quella fisica… sarebbe meglio stendere un velo pietoso! Io non ho più i dolori di partenza, quelli per i quali tutto ha avuto inizio, ma non sono più la stessa di dieci anni fa. Il mio peso oscilla e fatica enormemente a scendere (ma non a salire), ho spesso tachicardia, in alcuni periodi dell’anno soffro di una forte emicrania che mi costringe quotidianamente ad assumere antidolorifici, ho dolori muscolari e articolari e, dulcis in fundo, la mia croce: il colon è completamente ko. Non vorrei dilungarmi oltre, non finirei più, ma vorrei chiederLe: se io cambiassi il mio stile alimentare in maniera drastica, praticamente rinascerei? Tutti i miei problemi scomparirebbero? Ma soprattutto: realmente la dieta vegana riesce lì dove la medicina (per me sacra) fallisce?
    La ringrazio per il tempo che mi dedicherà.
    Cordiali saluti

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    1. Sandra Autore articolo

      Gentile Miriam,
      grazie per aver condiviso il tuo pensiero, anch’io credo nei confronti, mi fanno sempre crescere.
      Ho scritto la mia storia con tutta l’onestà possibile, con il solo scopo che possa essere d’aiuto e speranza per chi ha già intrapreso un percorso simile al mio o intenda farlo.
      Non è mia intenzione convincere le persone. Come sa non sono un medico e non curo nessuno, ma posso portarle il punto di vista della scienza dell’igienismo naturale.
      Credo molto nella spinta auto guaritiva insita in ognuno di noi, il nostro organismo col proprio sistema immunitario, lavora instancabilmente per guarirci se gliene diamo l’opportunità.
      Per quanto riguarda l’alimentazione vegana, è stata un mio obbiettivo fin da ragazza, per il mio amore incondizionato verso tutti gli animali e sono stata felicissima quando sono riuscita a realizzarlo. Ma posso capirla perché ho provato il suo stesso istinto di repulsione quando ho iniziato a sentir parlare di alimentazione raw, non potevo credere né accettare che il cibo crudo potesse mai sostituire quello cotto, amavo troppo cucinare! Ma ho dovuto ricredermi.
      Veniamo infine alla sua domanda. C’è tanto cibo vegano non sano, ad esempio patatine fritte, bibite gassate, cole,cereali e zuccheri raffinati, caffè, alcol, ecc. ecc. quindi vegano non basta.
      La mia opinione personale è che dare all’essere umano il cibo per il quale è nato, fa fare molta meno fatica al sistema digestivo, e l’organismo può usare tutta quell’energia per sistemare le cose che non funzionano e auto guarirsi. L’uomo è fruttariano, quindi dovrebbe mangiare la frutta in primis, aggiungendo verdure crude, frutta secca, semi oleosi, germogli e anche del cibo cotto per limitare il detox, come patate, zucca, verdure cotte, cereali integrali preferibilmente senza glutine, e qualche legume.
      Nel cambiamento alimentare bisogna tener conto delle crisi di detossificazione, quindi è bene che la transizione avvenga gradualmente e per questo motivo sarebbe auspicabile farsi seguire da una figura medica in sintonia con l’ottica igienistica.
      Concludendo, l’alimentazione non basta, occorre una menta positiva e serena, riduzione dello stress, leggero ma costante movimento fisico, sole e respirazione profonda.
      Grazie ancora, un caro saluto e tanti auguri.

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  4. Alessandro

    Bella storia in parte simile alla mia, cosa ha influenzato di piu’ la guarigione?
    la parte mentale (hamer eft) oppure il crudismo?

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    1. Sandra Autore articolo

      Ciao Alessandro, grazie per il tuo commento. Mi chiedi cosa ha influito di più, i diversi aspetti (alimentazione, mente, spirito) li sento così strettamente collegati che è difficile rispondere. In tutta onestà la svolta del vegan crudismo è arrivata dopo un lungo percorso di consapevolezza e ricerca interiore (anche sofferenza) che mi ha molto cambiata. Credo sia stato meglio così perché tutto è servito, e la malattia è diventata uno strumento di crescita. Il cambiamento di alimentazione (non del tutto crudista) ha segnato lo spartiacque decisivo tra avere ancora dolori e stanchezza ma sentire comunque di avere migliorato molto; e sentire di essere completamente guarita e in salute. Spero di aver risposto alla tua domanda, grazie ancora e continua a seguirmi.

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  5. Antonino

    Ciao, ti capisco bene. Sono vegetariano da 26 anni, di cui 4 da vegano. Non sono crudista ma ho aumentato il crudo, che faccio precedere, nel pasto, al cotto. Da un paio d’anni ho abolito gli ultimi farmaci che prendevo, gli analgesici, per i rari mal di testa e da allora, quando mi capita una cefalea, se ne va da sola. Ho 55 anni e i miei disturbi, quando arrivano, sono solo respiratori o digestivi, ma di lieve entità. Guarisco da solo, soltanto d’inverno a volte uso qualche tisana. Credo che una sana alimentazione, unita a una giusta attività fisica e al “pensiero positivo”, sia il segreto di una vita sana e felice. Ultimamente ho letto la testimonianza di un uomo diabetico con un sacco di problemi collaterali, che è guarito in due anni con la dieta vegan crudista. Grazie per aver diffuso la tua testimonianza. Spero che, anche grazie a te, molte persone guariranno smettendo di affidarsi alla dipendenza dai farmaci e dai medici “ufficiali”.

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    1. Sandra Autore articolo

      Ciao Antonino, ti ringrazio tantissimo per il tuo commento e soprattutto per la tua testimonianza di una dieta sana e intelligente, con un stile di vita improntato all’igienismo. Mi auguro anch’io che sempre più persone prendano in mano le redini della propria vita.
      Un caro saluto e grazie ancora.

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